27 Giugno 2026

L'IRPEF resta l'imposta centrale del sistema tributario italiano. Vediamo come è strutturata nel 2026 - scaglioni, aliquote, detrazioni e no tax area - e quali elementi tenere d'occhio per calcolare correttamente l'imposta dovuta.

Come è strutturata l'IRPEF

L'imposta sul reddito delle persone fisiche è un'imposta progressiva a scaglioni: il reddito complessivo viene suddiviso in fasce e a ciascuna fascia si applica una diversa aliquota, via via crescente. Questo significa che l'aliquota più alta non si applica a tutto il reddito, ma soltanto alla parte che eccede la soglia dello scaglione precedente. Il risultato è l'imposta lorda, dalla quale si sottraggono detrazioni e crediti per ottenere l'imposta netta effettivamente dovuta.

Negli ultimi anni la struttura degli scaglioni è stata semplificata, passando a tre fasce di reddito. La base imponibile si determina partendo dal reddito complessivo (somma dei redditi di lavoro, di impresa, di capitale, fondiari e diversi) al netto degli oneri deducibili, come ad esempio i contributi previdenziali obbligatori.

Scaglioni e aliquote 2026

Il sistema vigente prevede tre scaglioni: un'aliquota ridotta sulla prima fascia di reddito, un'aliquota intermedia sulla fascia centrale e l'aliquota massima sulla parte di reddito più elevata. Poiché le soglie e le percentuali possono essere oggetto di modifica con la legge di bilancio, è sempre opportuno verificare i valori aggiornati per l'anno d'imposta di riferimento prima di effettuare i calcoli definitivi.

Oltre all'IRPEF erariale vanno considerate le addizionali regionale e comunale, che si applicano sul medesimo reddito imponibile con aliquote stabilite a livello locale. Per chi risiede a Roma, in particolare, è utile verificare le delibere comunali e regionali in vigore, perché incidono sul prelievo complessivo.

Detrazioni, no tax area e trattamento integrativo

Le detrazioni per tipologia di reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo) riducono l'imposta lorda e sono decrescenti all'aumentare del reddito. È proprio il meccanismo delle detrazioni a generare la cosiddetta no tax area, ossia la fascia di reddito entro cui l'imposta netta risulta azzerata. A queste si aggiungono le detrazioni per familiari a carico - coordinate con l'assegno unico universale - e le detrazioni per oneri, come spese sanitarie, interessi sul mutuo dell'abitazione principale, spese di istruzione e interventi edilizi.

Per i titolari di reddito di lavoro dipendente può inoltre spettare il trattamento integrativo, un'erogazione che integra il reddito netto entro determinate soglie. La spettanza dipende dal livello di reddito e dal rapporto tra imposta e detrazioni: per questo è importante una verifica puntuale, soprattutto in presenza di più rapporti di lavoro nell'anno.

Come si calcola l'imposta: un esempio di metodo

Il calcolo segue sempre la stessa logica: si determina il reddito imponibile, si applica l'aliquota di ciascuno scaglione alla relativa quota di reddito per ottenere l'imposta lorda, si sottraggono le detrazioni spettanti e si aggiungono le addizionali locali. Il saldo va poi confrontato con le ritenute già subite e con gli acconti versati, per determinare se in dichiarazione emergerà un debito o un credito d'imposta.

La presenza di più redditi nello stesso anno - ad esempio un cambio di lavoro o la coesistenza di lavoro dipendente e autonomo - è una delle cause più frequenti di conguagli inattesi: in questi casi una verifica preventiva consente di evitare sorprese e di pianificare gli acconti in modo corretto.

Domande frequenti

L'aliquota massima si applica a tutto il reddito?

No. Trattandosi di un'imposta progressiva a scaglioni, ogni aliquota si applica solo alla quota di reddito compresa nel relativo scaglione. L'aliquota più alta riguarda esclusivamente la parte di reddito che supera la soglia della fascia precedente.

Le addizionali regionale e comunale sono uguali ovunque?

No, sono stabilite dagli enti locali entro i limiti di legge e variano da regione a regione e da comune a comune. Per un calcolo preciso occorre verificare le aliquote del proprio Comune e della propria Regione di residenza.

Chi ha solo redditi entro la no tax area deve presentare la dichiarazione?

Dipende dalla situazione: in alcuni casi sussistono esoneri, in altri la dichiarazione conviene comunque per recuperare detrazioni o crediti. È bene valutare caso per caso con il proprio consulente.

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