Normativa Reati tributari D.L. 113/2024 (conv. L. 143/2024) - 19/07/2024

D.L. 113/2024 (conv. L. 143/2024) - Il decreto-legge, convertito con modificazioni, introduce misure urgenti per rafforzare gli strumenti di contrasto agli illeciti tributari di particolare gravità, intervenendo sulla disciplina della confisca del profitto del reato, sulle misure cautelari reali, sui meccanismi di cooperazione fra autorità tributaria e giudiziaria, sull'esecuzione delle sentenze di confisca e sulle procedure di restituzione dei beni in caso di assoluzione o di rideterminazione del quantum del debito tributario.

Approfondimento

D.L. 113/2024 - Confisca e contrasto agli illeciti tributari

La cornice di intervento

Il decreto-legge si colloca in un percorso di rafforzamento degli strumenti di contrasto agli illeciti tributari di particolare gravità. La confisca del profitto del reato costituisce uno degli strumenti più efficaci di reazione patrimoniale all'illecito, ma la sua applicazione concreta presenta complessità tecniche e procedurali significative. Il decreto interviene per affinare gli strumenti disponibili e migliorare l'efficacia complessiva del sistema.

La disciplina della confisca

La confisca del profitto del reato è disciplinata dall'art. 12-bis del D.Lgs. 74/2000, oggetto di significative modifiche nel tempo, anche per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Il decreto interviene su specifici profili applicativi, in particolare sulla determinazione del profitto, sulla individuazione dei beni confiscabili, sull'estensione della confisca per equivalente.

Le misure cautelari reali

Le misure cautelari reali, in particolare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, costituiscono lo strumento essenziale per garantire l'effettività della successiva confisca. Il decreto rafforza la tempestività dell'azione cautelare, semplificando alcune procedure e migliorando il coordinamento fra autorità tributaria e giudiziaria. La tempestività è essenziale per evitare la dissipazione del profitto.

La cooperazione fra autorità

La cooperazione fra autorità tributaria e giudiziaria nella gestione del profitto del reato costituisce un nodo cruciale del sistema. Il decreto disciplina i flussi informativi, le tempistiche delle comunicazioni, le procedure di coordinamento. La cooperazione consente di individuare tempestivamente il profitto e di attivare le misure cautelari appropriate.

L'esecuzione delle sentenze di confisca

L'esecuzione delle sentenze di confisca richiede procedure articolate per l'acquisizione dei beni al patrimonio dello Stato e la loro successiva gestione. Il decreto introduce specifiche disposizioni per migliorare l'efficienza delle procedure di esecuzione, in particolare per i beni di particolare valore e per le situazioni complesse (beni con vincoli, beni in comproprietà, beni di società).

La gestione dei beni confiscati

La gestione dei beni acquisiti al patrimonio dello Stato a seguito di confisca tributaria presenta specificità rispetto alle altre forme di confisca. Il decreto disciplina i meccanismi di gestione, le procedure di valorizzazione, le modalità di destinazione dei proventi, in coerenza con la disciplina generale dei beni confiscati e con le esigenze specifiche del contenzioso tributario.

La restituzione dei beni

Un aspetto delicato della disciplina è la restituzione dei beni in caso di assoluzione dell'imputato o di rideterminazione del quantum del debito tributario. Il decreto affina le procedure di restituzione, in coerenza con il principio per cui la confisca tributaria si lega all'effettiva entità dell'arricchimento illecito. La restituzione richiede procedure che bilancino l'interesse pubblico alla conservazione dei beni con la tutela del soggetto interessato.

Il pagamento del debito

Il pagamento integrale del debito tributario, comprensivo di sanzioni e interessi, estingue la pretesa ablatoria, in coerenza con il principio consolidato dalla giurisprudenza. Il decreto disciplina le modalità di attuazione del principio, le procedure di verifica del pagamento e le conseguenze sulla confisca o sul sequestro in essere. La disciplina assicura la coerenza fra dimensione amministrativa e penale del sistema.

La tutela dei terzi

La tutela dei terzi di buona fede che possano vantare diritti sui beni oggetto di confisca o sequestro costituisce un elemento essenziale dell'equilibrio costituzionale del sistema. Il decreto richiama le garanzie applicabili e introduce specifici meccanismi di accertamento dei diritti dei terzi, in coerenza con la disciplina generale del codice antimafia e del codice di procedura penale.

La cooperazione internazionale

La confisca dei profitti dei reati tributari di rilievo transnazionale richiede una stretta cooperazione con le autorità di altri Stati. Il decreto valorizza gli strumenti di cooperazione (mandato di confisca europeo, sequestro preventivo all'estero, ordine europeo di indagine), in coerenza con la dimensione internazionale di molti illeciti tributari.

Profili difensivi

La difesa nei procedimenti con risvolti ablativi richiede una strategia integrata fra contenzioso tributario e procedimento penale. Il decreto rafforza l'importanza della tempestiva definizione del debito tributario sottostante, in considerazione dell'effetto estintivo del pagamento integrale. La consulenza professionale deve coordinare le diverse competenze e le tempistiche delle iniziative.

Inquadramento sistematico

Il D.L. 113/2024 contribuisce all'affinamento progressivo della disciplina della confisca tributaria. La combinazione fra rafforzamento dei meccanismi cautelari, miglioramento della cooperazione fra autorità, affinamento delle procedure di esecuzione e tutela dei diritti del soggetto interessato configura un sistema più maturo, capace di rispondere alle esigenze di repressione degli illeciti più gravi senza compromettere l'equilibrio costituzionale del sistema.

#confisca#art. 12-bis D.Lgs. 74/2000#sequestro preventivo#esecuzione