Normativa IRPEF / IRES D.Lgs. 192/2024 - 13/12/2024

D.Lgs. 192/2024 - Il decreto attua il secondo modulo della riforma delle imposte sui redditi disciplinata dalla legge delega 111/2023, intervenendo sul regime IRES e sulla fiscalità d'impresa con l'introduzione del regime opzionale dell'IRES premiale per le imprese che effettuino investimenti qualificati e nuove assunzioni, la razionalizzazione delle deduzioni e delle agevolazioni, la revisione del trattamento delle perdite e la modernizzazione delle regole di determinazione del reddito d'impresa.

Approfondimento

D.Lgs. 192/2024 - Revisione del regime IRES

Il quadro della riforma

Il D.Lgs. 192/2024 costituisce il secondo modulo della riforma delle imposte sui redditi attuativa della legge delega 111/2023. Dopo l'intervento sull'IRPEF realizzato dal D.Lgs. 216/2023, il legislatore concentra l'attenzione sulla fiscalità d'impresa e in particolare sul regime IRES, con l'obiettivo di sostenere gli investimenti, modernizzare le regole di determinazione del reddito e razionalizzare il sistema delle agevolazioni.

L'IRES premiale

La novità più qualificante del decreto è l'introduzione del regime opzionale dell'IRES premiale. Le imprese che effettuino investimenti qualificati in beni strumentali o in attività di ricerca e sviluppo e che assumano nuovi lavoratori, secondo parametri specifici, possono fruire di un'aliquota IRES ridotta rispetto a quella ordinaria. Il regime persegue un duplice obiettivo: incentivare gli investimenti reali e sostenere la crescita occupazionale.

I requisiti del regime premiale

L'accesso al regime premiale è subordinato al rispetto di requisiti specifici, definiti in coerenza con la finalità di selettività della misura. Gli investimenti qualificati comprendono acquisti di beni strumentali innovativi (4.0, sostenibili), spese di ricerca e sviluppo, investimenti in formazione del personale. Le nuove assunzioni devono essere effettuate con contratti a tempo indeterminato, con incremento netto della base occupazionale.

I limiti e le esclusioni

Il regime presenta limiti quantitativi e qualitativi: soglie minime di investimento, percentuali di crescita occupazionale, settori esclusi (in particolare quelli soggetti a procedure di crisi o a particolari restrizioni regolamentari). Sono inoltre previste cause di decadenza dal beneficio in caso di mancato mantenimento dei requisiti nei periodi successivi.

La razionalizzazione delle deduzioni

Il decreto interviene sul sistema delle deduzioni e delle agevolazioni storiche, riducendo quelle ritenute non più giustificate o sovrapposte ad altri istituti. La razionalizzazione persegue obiettivi di semplificazione del sistema e di concentrazione delle risorse fiscali sugli strumenti ritenuti più efficaci. Alcune agevolazioni sono soppresse, altre sono consolidate, altre ancora sono rimodulate.

Il trattamento delle perdite fiscali

Il trattamento delle perdite fiscali è rivisto, con un consolidamento delle regole di riporto. Le perdite fiscali possono essere riportate negli esercizi successivi nei limiti previsti dalla disciplina, con specifiche regole per le operazioni straordinarie, per i casi di cambio di controllo e per le ipotesi di limitazione del riporto. Sono inoltre rafforzati i meccanismi anti-abuso volti a contrastare l'utilizzo strumentale delle perdite.

La determinazione del reddito d'impresa

Le regole di determinazione del reddito d'impresa sono modernizzate, in coerenza con i principi contabili internazionali e con l'evoluzione della prassi aziendale. Sono affinate le regole di valutazione delle rimanenze, di ammortamento dei beni strumentali, di trattamento delle immobilizzazioni immateriali, di gestione delle valutazioni di fair value.

Il coordinamento con il Pillar Two

Il decreto introduce specifiche disposizioni per il coordinamento con la disciplina dell'imposta minima globale (Pillar Two) introdotta dal D.Lgs. 209/2023. Il coordinamento è essenziale per i gruppi multinazionali soggetti all'imposta minima e per le imprese che operano in strutture transnazionali. La disciplina chiarisce i meccanismi di interazione fra IRES ordinaria, IRES premiale e imposta minima.

Le ricadute sulle imprese

La riforma comporta significative ricadute sulle imprese. Sul piano operativo, è necessario aggiornare i modelli di pianificazione fiscale, valutare la convenienza dell'opzione per l'IRES premiale, gestire la fase di transizione delle agevolazioni razionalizzate. Sul piano strategico, le imprese devono integrare le considerazioni fiscali con le scelte di investimento e di gestione del personale.

Le ricadute sulla pratica professionale

Per i professionisti che assistono le imprese, la riforma richiede un significativo aggiornamento delle competenze. La valutazione della convenienza dell'IRES premiale, la gestione della razionalizzazione delle agevolazioni, l'applicazione delle nuove regole di determinazione del reddito d'impresa costituiscono attività complesse che richiedono competenze multidisciplinari e una visione integrata della pianificazione fiscale.

I profili di pianificazione

La pianificazione fiscale delle imprese, alla luce della riforma, richiede una visione di medio-lungo periodo. Le scelte di investimento, di assunzione e di organizzazione fiscale devono essere coordinate con la valutazione della convenienza dei regimi disponibili e con la gestione dei profili di transizione. La consulenza professionale assume un ruolo essenziale nella definizione delle strategie ottimali.

Inquadramento sistematico

Il D.Lgs. 192/2024 rappresenta un'importante tappa della stagione di riforma fiscale. La sua piena efficacia dipenderà dalla qualità dell'applicazione amministrativa, dalla coerenza dei provvedimenti attuativi e dalla capacità delle imprese di cogliere le opportunità della nuova disciplina. La riforma esprime una scelta di politica fiscale che valorizza gli investimenti reali e la crescita occupazionale, in coerenza con gli obiettivi generali della politica economica del Paese.

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