D.Lgs. 110/2024 - Il decreto attua la delega in materia di riforma della riscossione, ridefinendo il modello operativo dell'agente della riscossione, rivedendo i termini di decadenza e di prescrizione, ridisegnando la disciplina delle rateazioni, semplificando le procedure di gestione dei carichi residui e introducendo strumenti più strutturati di collaborazione fra amministrazione finanziaria, agente della riscossione e contribuente.
La riforma della riscossione operata dal D.Lgs. 110/2024 attua uno dei principi direttivi della legge delega 111/2023. La fase della riscossione coattiva, tradizionalmente disciplinata dal DPR 602/1973, è stata oggetto di numerose modifiche nel tempo, anche per effetto delle vicende dell'agente della riscossione (passato da concessionari privati alla società pubblica Agenzia delle Entrate-Riscossione). La riforma del 2024 razionalizza e modernizza il sistema, in coerenza con un disegno organico di riforma fiscale.
Il decreto ridefinisce il modello operativo dell'agente della riscossione, individuando una più chiara articolazione delle funzioni: gestione dei ruoli, notifica della cartella di pagamento, attività esecutive, gestione dei rapporti con il contribuente. Sono ridefiniti i flussi informativi con l'amministrazione finanziaria e con il contribuente, in modo da assicurare maggiore coerenza dei dati e tempestività delle informazioni.
La riforma rivede i termini di decadenza per la notifica della cartella di pagamento e di prescrizione del credito tributario. La rivisitazione mira a un equilibrio fra le esigenze di certezza del contribuente e quelle di efficienza dell'azione di riscossione. Sono ridefiniti i meccanismi di interruzione e sospensione dei termini, con l'obiettivo di evitare incertezze interpretative.
Uno dei capitoli più innovativi della riforma è il ridisegno della disciplina delle rateazioni. La riforma amplia i piani disponibili, attenua le condizioni di accesso (in particolare i requisiti reddituali e di temporanea difficoltà), riduce le conseguenze della decadenza dal beneficio (per esempio, con una possibilità più ampia di riammissione al piano). La rateazione si afferma come strumento ordinario di gestione del debito tributario, accessibile a una platea ampia di contribuenti.
La riforma semplifica le procedure di gestione dei carichi residui, ovverosia delle posizioni di debito tributario non ancora riscosse a distanza di tempo dalla iscrizione a ruolo. Sono definiti criteri organici per il discarico dei crediti definitivamente inesigibili (per esempio, in caso di insolvenza definitiva del debitore o di prescrizione) e procedure di gestione delle posizioni di lunga durata, in modo da ridurre l'accumulo di crediti non riscuotibili.
Il decreto introduce strumenti più strutturati di collaborazione fra amministrazione finanziaria, agente della riscossione e contribuente. Sono previsti meccanismi di comunicazione preventiva al contribuente che presenti debiti tributari in fase di consolidamento, modalità di dialogo per la ricerca di soluzioni transattive e procedure di rateazione semplificate per i contribuenti che collaborino tempestivamente.
La disciplina delle misure esecutive (pignoramento mobiliare, presso terzi, immobiliare, fermo amministrativo, ipoteca) è oggetto di un riassetto. Sono definiti criteri di proporzionalità nell'attivazione delle misure, soglie di garanzia per il contribuente, procedure semplificate di interlocuzione preventiva. L'attivazione delle misure esecutive è confermata come strumento di ultima istanza, da utilizzare quando gli strumenti collaborativi non abbiano prodotto risultati.
Per i contribuenti, la riforma offre maggiori opportunità di gestione razionale del debito tributario. La possibilità di accedere a piani di rateazione più ampi, di ridurre il rischio di misure esecutive con un dialogo tempestivo, di ottenere il discarico di posizioni effettivamente non riscuotibili rappresenta un significativo cambiamento di prospettiva. La consulenza professionale assume un ruolo essenziale nell'orientare il contribuente verso le scelte più appropriate.
Per l'amministrazione finanziaria e per l'agente della riscossione, la riforma offre strumenti più efficaci per la gestione dei carichi, una più razionale allocazione delle risorse e una migliore tenuta del sistema di riscossione. La concentrazione delle attività esecutive sui crediti effettivamente riscuotibili e sulle posizioni a maggior rischio contribuisce all'efficienza complessiva del sistema.
La riforma della riscossione completa un disegno organico di riforma fiscale che ha investito accertamento, contenzioso, sanzioni e ora anche la fase finale del rapporto tributario. La coerenza fra le diverse riforme è essenziale per la piena efficacia del nuovo sistema. La riscossione, in particolare, è il momento in cui il rapporto tributario si traduce in conseguenze economiche concrete per il contribuente e in gettito effettivo per l'erario. La qualità della disciplina di riscossione incide dunque direttamente sulla sostenibilità complessiva del sistema e sulla percezione di equità del prelievo.