Normativa Contenzioso tributarioAccertamento e riscossione D.Lgs. 156/2015 - 24/09/2015

D.Lgs. 156/2015 - Riordina la disciplina degli interpelli (ordinario, probatorio, antiabuso, disapplicativo) e interviene sul processo tributario ampliando gli istituti di tutela del contribuente, la conciliazione giudiziale e il reclamo-mediazione.

Approfondimento

D.Lgs. 156/2015 - La revisione degli interpelli e del contenzioso

Il contesto della riforma

Il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, è stato adottato in attuazione della delega fiscale contenuta nella L. 23/2014 e ha perseguito l'obiettivo di ridisegnare il sistema degli interpelli e di intervenire su alcuni profili del contenzioso tributario. La riforma nasceva dall'esigenza di razionalizzare una disciplina che si era progressivamente stratificata, generando incertezze applicative e tempi di risposta dell'amministrazione non sempre compatibili con le esigenze operative dei contribuenti.

Le tipologie di interpello

Il decreto riordina gli interpelli in quattro tipologie: l'interpello ordinario, che riguarda l'interpretazione di disposizioni tributarie o la corretta qualificazione di fattispecie; l'interpello probatorio, volto a ottenere chiarimenti in merito alla sussistenza di elementi o requisiti di fatto; l'interpello anti-abuso, che consente al contribuente di verificare preventivamente l'applicabilità della disciplina antielusiva generale a specifiche operazioni; l'interpello disapplicativo, utilizzabile per chiedere la disapplicazione di norme antielusive specifiche in presenza di condizioni obiettive che lo giustifichino.

Tempi, effetti e vincolatività

Per ciascuna tipologia vengono definiti i termini entro cui l'amministrazione deve fornire risposta e le conseguenze del silenzio-assenso. La risposta all'interpello è vincolante per l'amministrazione con riferimento al caso concreto rappresentato dal contribuente, purché sussistano le condizioni di fatto e di diritto esposte nell'istanza. L'obiettivo è di offrire al contribuente un grado accettabile di certezza preventiva nell'applicazione della norma tributaria, compatibile con i principi di buona fede e tutela dell'affidamento sanciti dallo Statuto del contribuente.

Importanza pratica

Nell'attività professionale, l'interpello rappresenta uno strumento strategico per affrontare situazioni di incertezza interpretativa, specialmente in presenza di operazioni di rilievo o di novità normative. La scelta della tipologia corretta, la completa rappresentazione dei fatti rilevanti e la prospettazione della soluzione interpretativa sono elementi determinanti per ottenere una risposta utile e vincolante. Il D.Lgs. 156/2015 ha contribuito a rendere lo strumento più fruibile, anche se permangono aspetti - come i tempi di risposta effettivi e la qualità delle motivazioni - che continuano ad alimentare il dibattito dottrinale.

#interpelli#mediazione#conciliazione