DPR 602/1973 - Disciplina la riscossione delle imposte sui redditi, il ruolo, la cartella di pagamento, le procedure esecutive e cautelari e le rateazioni.
Il DPR 29 settembre 1973, n. 602, costituisce il corpus normativo di riferimento per la fase della riscossione, affiancando il DPR 600/1973 nella riforma tributaria dei primi anni Settanta. Mentre il DPR 600 disciplina l'accertamento, il DPR 602 regola il momento in cui la pretesa dell'erario si traduce in esazione concreta, ordinaria o coattiva, del credito tributario.
Il decreto disciplina le modalità di versamento delle imposte, i termini di pagamento, la formazione dei ruoli, l'emissione e la notifica della cartella di pagamento, i poteri esecutivi dell'agente della riscossione, le procedure di pignoramento mobiliare, immobiliare e presso terzi, nonché le misure cautelari quali fermo amministrativo di beni mobili registrati e iscrizione ipotecaria. Ampio spazio è dedicato alle possibilità di rateazione del debito, strumento che negli ultimi anni ha assunto crescente rilievo.
Il testo è stato oggetto di numerose revisioni, culminate nel trasferimento delle funzioni di riscossione dai concessionari privati al soggetto pubblico Agenzia delle Entrate-Riscossione, operativa dal 1° luglio 2017. Le riforme più recenti hanno inciso sui termini di decadenza per la notifica della cartella, sulle soglie per l'attivazione delle procedure esecutive, sulle modalità di comunicazione preventiva al debitore e sulle conseguenze della decadenza dal beneficio della rateazione.
Per il contribuente che riceve una cartella di pagamento o un atto dell'agente della riscossione, il DPR 602/1973 rappresenta il quadro normativo da cui partire per valutare la regolarità formale dell'atto, la tempestività della notifica, la legittimità delle misure esecutive adottate. La giurisprudenza di legittimità è intervenuta più volte per delimitare i rapporti tra ente impositore e agente della riscossione e per chiarire quali vizi siano deducibili in sede di impugnazione.