Circolare DAG Min. Giustizia 11/11/2024 - La circolare fornisce indirizzi alle procure sulle indagini patrimoniali nei procedimenti per frodi IVA carosello, valorizzando l'analisi dei flussi finanziari fra le entità coinvolte, l'utilizzo dei dati dello scambio automatico internazionale, le indagini sulle strutture societarie estere, le procedure di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente e il coordinamento con la cooperazione giudiziaria europea.
Le frodi IVA carosello sono il principale fenomeno di evasione strutturata dell'imposta sul valore aggiunto. Esse si caratterizzano per la presenza di catene di operazioni intracomunitarie in cui una o più entità (cosiddetti missing traders) sottraggono l'IVA all'erario senza versarla, mentre altre entità fruiscono indebitamente del diritto alla detrazione o di altri vantaggi del sistema IVA europeo. La complessità delle strutture e la dimensione internazionale rendono il fenomeno particolarmente difficile da contrastare.
Le strutture delle frodi carosello presentano elementi ricorrenti: presenza di un soggetto missing trader (entità che cessa rapidamente l'attività senza versare l'IVA dovuta), interposizione di entità intermediarie (buffer) volte a complicare la tracciabilità, finalizzazione attraverso cessioni intracomunitarie o cessioni a soggetti finali. La circolare illustra le principali tipologie di struttura e gli indicatori che consentono di riconoscere le frodi.
L'analisi dei flussi finanziari fra le entità coinvolte costituisce il cuore delle indagini. La circolare valorizza l'utilizzo di dati bancari, ottenibili attraverso ordini di esibizione e cooperazione con gli istituti di credito; di dati di scambio automatico internazionale (CRS, DAC); di dati di tracciabilità delle operazioni elettroniche. La ricostruzione dei flussi permette di individuare i beneficiari effettivi del profitto della frode.
Le frodi carosello frequentemente coinvolgono strutture societarie estere, anche localizzate in giurisdizioni a fiscalità privilegiata o caratterizzate da scarsa trasparenza. Le indagini su tali strutture richiedono il ricorso agli strumenti di cooperazione internazionale: scambio di informazioni fiscali, cooperazione giudiziaria, indagini coordinate. La circolare fornisce orientamenti operativi su tali profili.
La circolare valorizza l'utilizzo di tecniche di Data Mining sui dati a disposizione dell'amministrazione finanziaria e dell'autorità giudiziaria. La fatturazione elettronica, i corrispettivi telematici e le comunicazioni transfrontaliere costituiscono una mole di dati che, con appropriate tecniche di analisi, consente l'individuazione di anomalie e l'identificazione di strutture sospette.
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato è uno strumento essenziale delle indagini sulle frodi carosello. La tempestività del sequestro è fondamentale, in considerazione della rapidità con cui i profitti possono essere dissipati o trasferiti all'estero. La circolare disciplina i criteri di individuazione dei beni sequestrabili, le procedure di valutazione e le tempistiche.
Le frodi IVA carosello di particolare gravità rientrano nella competenza di EPPO (Procura europea), in coerenza con il Regolamento UE 2017/1939 e con il D.Lgs. 9/2021 di adeguamento. La circolare disciplina i rapporti con EPPO, le modalità di trasmissione dei procedimenti, il coordinamento con la procura nazionale.
L'ordine europeo di indagine costituisce lo strumento principale di cooperazione giudiziaria penale nell'Unione, particolarmente prezioso nelle indagini sulle frodi carosello transfrontaliere. La circolare richiama le modalità di utilizzo e le tempistiche, valorizzando la rapidità che lo strumento consente.
In presenza di frodi che coinvolgano plurimi Stati membri, la costituzione di una squadra investigativa comune può essere opportuna. La circolare disciplina i presupposti e le modalità di costituzione, evidenziando i vantaggi operativi della cooperazione intensiva.
Un aspetto delicato è la tutela dei contribuenti in buona fede inseriti senza loro consapevolezza nella catena fraudolenta. La giurisprudenza europea ha consolidato il principio per cui il diritto alla detrazione non può essere negato al contribuente di buona fede che non sapeva e non poteva sapere dell'inserimento dell'operazione in una frode. La circolare richiama l'esigenza di una valutazione attenta delle posizioni dei singoli soggetti.
Le indagini sulle frodi carosello richiedono uno stretto coordinamento con l'amministrazione finanziaria, in particolare con la Guardia di Finanza e con l'Agenzia delle Entrate. La condivisione di informazioni, il coordinamento delle iniziative e la valorizzazione delle competenze tecniche specifiche delle diverse autorità sono elementi essenziali dell'efficacia complessiva dell'azione.
La difesa nei procedimenti per frodi carosello richiede competenze specialistiche su una pluralità di profili: tecnica IVA, ricostruzione contabile, indagini patrimoniali, cooperazione internazionale. La consulenza professionale deve essere in grado di gestire tutti questi aspetti, anche in coordinamento con difensori operanti in altre giurisdizioni.
Il contrasto alle frodi IVA carosello rappresenta una priorità strategica per la tutela del sistema fiscale e per l'integrità del mercato unico europeo. La circolare contribuisce all'efficacia delle indagini, valorizzando l'integrazione fra strumenti nazionali ed europei, fra competenze tributarie e penali, fra azione amministrativa e giudiziaria. Il fenomeno è destinato a evolvere ulteriormente con la digitalizzazione dell'economia, richiedendo un costante aggiornamento delle tecniche investigative e degli strumenti di cooperazione.