D.M. Min. Giustizia 28/03/2024 - Il decreto disciplina le funzioni del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, organo di autogoverno della giurisdizione tributaria, individuando le competenze in materia di assegnazioni e trasferimenti dei magistrati, di valutazione professionale, di provvedimenti disciplinari, di formazione continua, di programmazione organizzativa e di rappresentanza istituzionale della giurisdizione tributaria.
Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria è l'organo di autogoverno della giurisdizione tributaria, in coerenza con il modello costituzionale che riconosce alle magistrature un'autonomia organizzativa. La sua disciplina, originariamente contenuta nelle leggi istitutive delle Commissioni tributarie, è stata rivista in occasione della riforma del 2022, che ha rafforzato il ruolo dell'autogoverno e ha modificato la composizione del Consiglio.
Il Consiglio è composto da una pluralità di membri, eletti dalla magistratura tributaria con regole che assicurano la rappresentanza delle diverse componenti (magistrati professionali, magistrati onorari, magistrati con specifica anzianità). Sono inoltre previsti membri di nomina parlamentare, in coerenza con il modello di alcune magistrature speciali. La composizione articolata mira ad assicurare equilibrio fra le diverse istanze e una solida legittimazione dell'organo.
Una delle principali competenze del Consiglio riguarda l'assegnazione e il trasferimento dei magistrati tributari. Il Consiglio decide su assegnazioni iniziali alla luce dei risultati del concorso e delle preferenze dei candidati; sui trasferimenti su domanda, secondo criteri trasparenti di anzianità e merito; sui trasferimenti d'ufficio per esigenze di servizio; sulle assegnazioni temporanee per far fronte a esigenze straordinarie.
La valutazione professionale periodica dei magistrati costituisce un'altra funzione essenziale. La valutazione si fonda su elementi oggettivi (produttività, qualità delle decisioni, rispetto dei termini) e su elementi qualitativi (motivazione delle sentenze, capacità di gestione dell'udienza). L'esito della valutazione incide sulla progressione di carriera, sulle assegnazioni e sui trasferimenti.
Il Consiglio esercita il potere disciplinare sui magistrati tributari, con procedure che garantiscono il contraddittorio e la difesa. I provvedimenti disciplinari sono modulati in base alla gravità della violazione, con sanzioni che vanno dall'ammonizione alla rimozione. L'esercizio del potere disciplinare è elemento essenziale della credibilità della giurisdizione.
La formazione continua dei magistrati tributari è organizzata sotto la responsabilità del Consiglio. La formazione si articola in corsi di aggiornamento sulle novità normative, in attività di approfondimento su tematiche specifiche, in iniziative di confronto con altre magistrature e con istituzioni internazionali. La qualità della formazione incide direttamente sulla qualità della giurisdizione.
Il Consiglio elabora la programmazione organizzativa delle Corti di giustizia tributaria: distribuzione delle sezioni, allocazione delle risorse umane, definizione dei carichi di lavoro, programmazione delle udienze. La programmazione tiene conto dei flussi di contenzioso, della complessità delle controversie e delle esigenze territoriali.
Il decreto disciplina i rapporti fra il Consiglio e i Ministeri competenti (Giustizia ed Economia). Pur nell'autonomia dell'autogoverno, il Consiglio interagisce con i Ministeri su questioni di rilievo organizzativo (risorse finanziarie, infrastrutture, personale amministrativo). Il decreto valorizza il dialogo istituzionale come elemento essenziale per il buon funzionamento del sistema.
Il Consiglio rappresenta la giurisdizione tributaria nei rapporti con il Governo, il Parlamento e altre istituzioni. La rappresentanza si esercita attraverso interventi su temi di rilievo, partecipazione a tavoli di lavoro, pareri su proposte normative che incidano sulla giurisdizione tributaria. La voce dell'autogoverno contribuisce all'orientamento delle scelte istituzionali.
Il Consiglio coopera con gli organi di autogoverno delle altre magistrature (CSM, CPGA, CSMM), in particolare per questioni comuni come la formazione, la digitalizzazione, lo statuto del magistrato. La cooperazione contribuisce a un sistema giudiziario integrato e coerente.
Il Consiglio è destinato a evolvere ulteriormente nei prossimi anni, in particolare con il pieno completamento della riforma del 2022 e con la progressiva sostituzione dei magistrati onorari con quelli professionali. L'esperienza applicativa consentirà di affinare le procedure e di rispondere meglio alle esigenze della giurisdizione.
Il Consiglio di presidenza rappresenta uno dei pilastri istituzionali della riforma della giurisdizione tributaria. La sua corretta organizzazione e il suo efficace funzionamento sono presupposti essenziali per la piena efficacia del nuovo assetto. Il decreto contribuisce a un'organizzazione coerente e funzionale, in linea con il rilievo strategico della giurisdizione tributaria nel sistema fiscale italiano.