Circolare DAG Min. Giustizia 12/03/2024 - La circolare fornisce alle procure indirizzi operativi sull'applicazione della confisca del profitto nei reati tributari, distinguendo fra confisca diretta del profitto, confisca per equivalente e confisca allargata, illustrando il rapporto fra l'integrale pagamento del debito tributario e l'estinzione della pretesa ablatoria, e definendo i criteri di coordinamento con la giurisdizione tributaria nelle ipotesi di sopravvenuta determinazione del quantum del debito.
La confisca nei reati tributari è disciplinata principalmente dall'art. 12-bis del D.Lgs. 74/2000, che ha riorganizzato il sistema delle pretese ablatorie connesse alle violazioni penali della normativa fiscale. La norma prevede la confisca obbligatoria del profitto del reato, anche per equivalente, e si combina con le ulteriori previsioni del codice penale e del codice antimafia in materia di confisca allargata.
La giurisprudenza ha consolidato la distinzione fra confisca diretta del profitto, confisca per equivalente e confisca allargata. La confisca diretta colpisce il bene immediatamente derivante dal reato, identificabile sotto il profilo causale ed economico. La confisca per equivalente colpisce somme di denaro o altri beni di valore corrispondente al profitto, quando questo non sia disponibile in forma diretta. La confisca allargata si estende al patrimonio sproporzionato rispetto al reddito o all'attività economica dichiarata, secondo presupposti più ampi.
La confisca è preceduta, di regola, dal sequestro preventivo strumentale, che consente di vincolare i beni nelle more del giudizio per garantire l'effettività della successiva confisca. La tempestività del sequestro è essenziale, in considerazione della rapidità con cui i profitti illeciti possono essere dissipati. La circolare valorizza l'importanza di un'azione cautelare informata da accurate indagini patrimoniali.
Un nodo cruciale del sistema è il rapporto fra confisca e pagamento del debito tributario sottostante. La giurisprudenza ha consolidato il principio per cui l'integrale pagamento del debito tributario estingue la pretesa ablatoria, evitando una duplicazione di reazione sanzionatoria. Il principio risponde all'esigenza di coerenza fra binari amministrativo e penale e di valorizzazione del comportamento riparatorio del contribuente. La circolare illustra le condizioni operative del principio, sia per la confisca obbligatoria sia per quella per equivalente.
La quantificazione del debito tributario può subire variazioni nel corso del procedimento, in esito a definizioni agevolate, accertamenti con adesione, sentenze tributarie. La circolare segnala l'esigenza di un costante coordinamento fra autorità giudiziaria e amministrazione finanziaria, in modo che le sopravvenute rideterminazioni del debito si riflettano in modo coerente sulla pretesa ablatoria. La rideterminazione può comportare la riduzione del quantum confiscabile o, nei casi più favorevoli, l'estinzione integrale della pretesa.
La confisca incontra una pluralità di profili processuali, dalle modalità di disposizione del sequestro all'individuazione dei beni vincolabili, dalla tutela dei terzi proprietari di buona fede alla possibilità di restituzione anticipata in casi specifici. La circolare fornisce indirizzi operativi su tali profili, valorizzando la prassi giurisprudenziale e l'esperienza investigativa maturata in materia.
La difesa nei procedimenti per reati tributari con risvolti ablativi richiede una strategia coordinata fra contenzioso penale e contenzioso tributario. Il difensore deve valutare la tempistica delle definizioni agevolate del rapporto tributario, l'opportunità di rideterminazioni del quantum, la possibilità di rappresentare alle autorità l'integrale pagamento del debito. La consulenza professionale assume un peso decisivo nella tutela del patrimonio del contribuente coinvolto in procedimenti penali.
La disciplina della confisca nei reati tributari esprime l'esigenza di restituire all'erario l'arricchimento conseguito attraverso la violazione delle norme tributarie. L'istituto si è progressivamente affinato sotto l'impulso della giurisprudenza, che ha valorizzato il principio di proporzionalità e ha evitato gli effetti più severi connessi a impostazioni eccessivamente rigorose. La circolare contribuisce a un'applicazione equilibrata della disciplina, in coerenza con i principi costituzionali e sovranazionali.