Ministero della Giustizia Contenzioso tributario D.M. Min. Giustizia 17/06/2023 - 17/06/2023

D.M. Min. Giustizia 17/06/2023 - Il decreto, adottato di concerto con il Ministero dell'Economia, definisce le disposizioni organizzative delle nuove Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado istituite dalla L. 130/2022, individuando la pianta organica, i criteri di assegnazione dei magistrati tributari professionali, le regole di funzionamento delle sezioni e i meccanismi di coordinamento con il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.

Approfondimento

Organizzazione delle Corti di giustizia tributaria

La riforma del 2022 e i suoi obiettivi

La L. 130/2022 ha realizzato una riforma di grande portata della giurisdizione tributaria, attesa da decenni. Le tradizionali Commissioni tributarie sono state sostituite dalle Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado, articolate in sezioni e dotate di magistrati tributari professionali assunti per concorso. La riforma ha perseguito l'obiettivo di rafforzare la professionalità della giurisdizione tributaria, di ridurre i tempi di definizione delle controversie e di assicurare un più solido legame fra la giurisdizione di merito e la Corte di Cassazione tributaria.

La nuova figura del magistrato tributario

Il magistrato tributario professionale costituisce il principale elemento di novità. Selezionato attraverso un concorso pubblico riservato a giuristi con specifica formazione tributaria, opera a tempo pieno presso le Corti, sostituendo progressivamente la figura del giudice onorario. La riforma ha previsto una fase transitoria in cui magistrati onorari e magistrati professionali convivono nelle sezioni, con un progressivo aumento del peso di questi ultimi.

La pianta organica e la distribuzione territoriale

Il decreto definisce la pianta organica delle Corti, sia in termini di magistrati sia di personale amministrativo. La distribuzione territoriale rispetta in larga misura l'articolazione delle precedenti Commissioni, ma introduce meccanismi di razionalizzazione finalizzati a ridurre la frammentazione e a garantire una più equilibrata distribuzione del carico di lavoro. Sono previsti meccanismi flessibili di applicazione temporanea dei magistrati per far fronte a esigenze straordinarie.

I criteri di assegnazione e di funzionamento

Il decreto individua i criteri di assegnazione dei magistrati alle sezioni, di rotazione fra le sezioni e di costituzione dei collegi giudicanti. Sono valorizzati i criteri di esperienza, di specializzazione per materia (per esempio, IVA, imposte dirette, dogane, riscossione) e di equilibrio dei carichi di lavoro. La rotazione periodica favorisce lo sviluppo di una giurisprudenza armonica e riduce il rischio di indirizzi consolidati eccessivamente legati alle singole sezioni.

Il rapporto con il Consiglio di presidenza

Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria è l'organo di autogoverno della giurisdizione. Il decreto chiarisce i rapporti fra le Corti e il Consiglio, valorizzando le competenze del Consiglio in materia di assegnazione dei magistrati, valutazione professionale, trasferimenti e provvedimenti disciplinari. La cooperazione fra le Corti e il Consiglio è uno snodo essenziale del nuovo assetto.

L'organizzazione delle cancellerie

Un capitolo importante del decreto è dedicato all'organizzazione delle cancellerie e ai profili logistici delle nuove Corti. Le cancellerie sono il punto di contatto fra le parti e l'autorità giurisdizionale e svolgono un ruolo determinante per l'efficienza complessiva del processo. Il decreto disciplina le modalità di funzionamento, l'integrazione con i sistemi informatici, la gestione delle udienze a distanza e il trattamento dei carichi pendenti.

Il rapporto con il processo tributario telematico

Il funzionamento delle Corti si fonda integralmente sul processo tributario telematico, ormai obbligatorio per la generalità dei procedimenti. Il decreto coordina le disposizioni organizzative con le regole tecniche del PTT, valorizzando le sinergie fra organizzazione fisica e infrastruttura digitale e disciplinando i casi residuali in cui sono ammesse modalità non telematiche.

Inquadramento sistematico

Le disposizioni organizzative costituiscono lo scheletro operativo della riforma del 2022. La loro qualità inciderà direttamente sulla capacità della nuova giurisdizione tributaria di rispondere alle attese di efficienza, professionalità e tempestività. Per i difensori, la conoscenza della nuova organizzazione costituisce un presupposto della corretta gestione del contenzioso, dalla scelta del foro alla preparazione dell'udienza, dalla redazione degli atti alla relazione con le cancellerie.

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