Corte Costituzionale Accertamento e riscossione Corte Cost. n. 175/2022 - 12/07/2022

Corte Cost. n. 175/2022 - «La disciplina del raddoppio dei termini per l'accertamento delle imposte sui redditi e dell'IVA in presenza di violazioni che integrano fattispecie penalmente rilevanti, dopo la riforma del D.Lgs. 128/2015, è coerente con i principi di certezza del diritto e di tutela del contribuente, in quanto subordina l'estensione del termine alla tempestiva trasmissione della denuncia penale entro il termine ordinario e impone all'amministrazione l'onere di provare la sussistenza dei relativi presupposti».

Approfondimento

Termini raddoppiati di accertamento

Il raddoppio dei termini come deroga

Il raddoppio dei termini di accertamento delle imposte sui redditi e dell'IVA costituisce una deroga ai termini ordinari, giustificata dalla maggiore gravità delle violazioni che integrano fattispecie di reato tributario. La disciplina, contenuta nell'art. 43 del DPR 600/1973 e nell'art. 57 del DPR 633/1972, è stata oggetto di numerose modifiche, culminate nella riforma del D.Lgs. 128/2015 e nelle ulteriori innovazioni introdotte dalla recente stagione di riforma fiscale.

La riforma del 2015

La riforma del D.Lgs. 128/2015 ha condizionato il raddoppio alla tempestiva trasmissione della denuncia penale da parte dell'amministrazione entro il termine ordinario di accertamento. Prima della riforma, la giurisprudenza era divisa sulla rilevanza della tempestività della denuncia ai fini del raddoppio, con orientamenti che oscillavano fra una maggiore severità nei confronti dell'amministrazione e una più ampia tolleranza. La riforma ha posto un punto fermo, salvaguardando le esigenze di certezza dei rapporti tributari.

I presupposti per il raddoppio

Il raddoppio opera quando ricorrano cumulativamente alcune condizioni: la sussistenza di fatti che integrino fattispecie di reato tributario; l'obbligo di denuncia penale a carico dell'amministrazione finanziaria; la tempestiva trasmissione della denuncia entro il termine ordinario di accertamento. L'amministrazione deve documentare la sussistenza di tali condizioni e l'onere relativo grava su di essa.

I principi costituzionali rilevanti

La Corte ribadisce che la disciplina si conforma ai principi costituzionali di certezza del diritto, di tutela del contribuente e di buon andamento dell'amministrazione. L'estensione del termine non è automatica e richiede un esercizio diligente del potere di denuncia, oltre alla disponibilità di elementi che giustifichino la sussistenza dei presupposti penali.

La tutela del contribuente

Il contribuente sottoposto ad accertamento in regime di raddoppio del termine può sindacare in giudizio la sussistenza dei presupposti del raddoppio. La pronuncia conferma che il giudice tributario è competente a verificare se l'amministrazione abbia effettivamente trasmesso la denuncia, se sussistano i fatti penalmente rilevanti e se siano stati rispettati i requisiti temporali. La tutela giurisdizionale assume rilievo centrale per evitare un uso improprio dell'istituto.

Il rapporto con l'accertamento penale

La pronuncia chiarisce che il raddoppio del termine di accertamento opera indipendentemente dall'esito del procedimento penale. L'eventuale archiviazione o assoluzione non incide retroattivamente sulla legittimità dell'accertamento, salvo che la pronuncia penale abbia escluso la sussistenza dei fatti rilevanti. La distinzione fra valutazione tributaria e valutazione penale resta un principio cardine del sistema.

Le novità della riforma del 2024

La stagione di riforma fiscale recente, con particolare riferimento al D.Lgs. 13/2024 e al D.Lgs. 87/2024, ha ulteriormente affinato la disciplina dei termini di accertamento, prevedendo specifiche regole per i casi di adesione al concordato preventivo biennale e di accesso ad altri istituti di compliance. La pronuncia conserva piena attualità come riferimento sistematico, poiché i principi richiamati orientano l'interpretazione delle nuove disposizioni.

Profili difensivi

Nel contenzioso, la difesa del contribuente nei procedimenti che invocano il raddoppio del termine richiede un'attenta verifica dei presupposti dell'istituto. La consulenza professionale deve esaminare la documentazione relativa alla denuncia penale, la tempestività della sua trasmissione, l'effettiva sussistenza dei fatti rilevanti e l'eventuale esito del procedimento penale. La rigorosa verifica dei termini è un terreno di difesa rilevante e, in numerosi casi, decisivo.

Inquadramento sistematico

La sentenza si inserisce in un orientamento giurisprudenziale che, dopo la riforma del 2015, ha progressivamente consolidato l'interpretazione del raddoppio dei termini come istituto eccezionale, soggetto a presupposti rigorosi e tutela giurisdizionale piena. Il quadro normativo riformato di recente non ha alterato il principio, ma ha integrato il sistema con nuovi istituti di compliance preventiva che riducono, di fatto, gli spazi di applicazione del raddoppio per i contribuenti che adottino comportamenti collaborativi.

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