Cass. civ., Sez. trib. - L'Amministrazione può riqualificare operazioni societarie concatenate qualora ricorrano gli indici dell'abuso del diritto previsti dall'art. 10-bis dello Statuto del contribuente, previo contraddittorio e motivazione rafforzata.
L'art. 10-bis dello Statuto del contribuente, introdotto dal D.Lgs. 128/2015 in attuazione della delega fiscale, disciplina in modo organico l'abuso del diritto e l'elusione fiscale. La norma consente all'Amministrazione di disconoscere i vantaggi fiscali di operazioni prive di sostanza economica, realizzate essenzialmente per conseguire un risparmio d'imposta indebito. Gli elementi costitutivi dell'abuso sono tre: assenza di sostanza economica delle operazioni compiute, realizzazione essenziale di un vantaggio fiscale indebito, perseguimento di tale vantaggio come scopo essenziale dell'operazione.
La giurisprudenza afferma che l'Amministrazione può riqualificare operazioni societarie concatenate quando ricorrano gli indici dell'abuso, previo contraddittorio e motivazione rafforzata. La procedura di contestazione dell'abuso richiede infatti passaggi formali più stringenti rispetto agli accertamenti ordinari: l'ufficio deve notificare al contribuente una richiesta di chiarimenti specifica, indicare i motivi per cui ritiene configurabile l'abuso, attendere le controdeduzioni del contribuente e motivare in modo puntuale l'atto finale, evidenziando specificamente gli indici dell'abuso riscontrati.
Restano libere le scelte tra regimi alternativi offerti dall'ordinamento quando sorrette da valide ragioni extrafiscali. La libertà di organizzare l'attività economica nel modo più efficiente include la scelta dello strumento giuridico più idoneo, e il solo fatto che un'opzione comporti un carico fiscale minore non è sufficiente a qualificarla come abusiva. Operazioni come la trasformazione societaria, la scissione, la fusione, la cessione di partecipazioni al posto della cessione di asset, il conferimento d'azienda, la ristrutturazione del gruppo, sono tutte astrattamente lecite e possono essere motivate da esigenze di riorganizzazione aziendale, protezione patrimoniale, pianificazione successoria, apertura a nuovi soci.
Il contenzioso sull'abuso del diritto è uno dei più complessi e tecnici. Il giudice è chiamato a valutare la sostanza economica delle operazioni, la loro coerenza con le finalità extrafiscali dichiarate, la ragionevolezza del percorso seguito e la congruità del vantaggio fiscale rispetto ad esso. L'onere della prova è ripartito tra le parti: l'ufficio deve fornire gli elementi che configurano l'abuso, il contribuente quelli che dimostrano la sostanza economica e le ragioni extrafiscali.