Agenzia delle Entrate Accertamento e riscossione Provv. Direttore AdE prot. n. 273039/2024 - 11/07/2024

Provv. Direttore AdE prot. n. 273039/2024 - Il provvedimento disciplina le procedure di controllo sull'utilizzo dei crediti d'imposta per ricerca e sviluppo, individuando i criteri di selezione delle posizioni a maggior rischio, le modalità di richiesta della documentazione tecnica e contabile al contribuente, i parametri di valutazione dell'ammissibilità delle attività ai fini agevolativi, le conseguenze dell'utilizzo di crediti non spettanti o inesistenti e le procedure di regolarizzazione previste dalle disposizioni di favore.

Approfondimento

Crediti d'imposta R&S e procedure di controllo

La cornice agevolativa

Il credito d'imposta per ricerca e sviluppo costituisce una delle principali misure di sostegno alla competitività delle imprese italiane, introdotto con modifiche stratificate nel tempo. La disciplina ha conosciuto diverse versioni, con modulazioni dei profili soggettivi, della platea di attività ammissibili e delle percentuali di credito spettante. Negli ultimi anni l'agevolazione è stata progressivamente affinata, anche per superare difficoltà applicative emerse nei controlli.

La definizione delle attività ammissibili

L'ammissibilità delle attività al credito R&S è uno snodo cruciale. La normativa rinvia, in larga misura, alle definizioni internazionali codificate nel Manuale di Frascati dell'OCSE, che individua le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La distinzione fra tali attività e le ordinarie attività di adeguamento o miglioramento dei processi produttivi richiede una valutazione tecnica accurata, non sempre agevole.

I criteri di selezione delle posizioni a rischio

Il provvedimento individua i criteri di selezione delle posizioni a maggior rischio. La selezione si basa sull'incrocio dei dati dichiarativi (importi del credito, settori di attività, dimensioni del contribuente), su informazioni tecniche relative ai progetti dichiarati (settori scientifici, partner di ricerca, output dichiarati), su parametri di coerenza (peso dei costi del personale, presenza di brevetti, performance commerciale).

La richiesta di documentazione

L'amministrazione finanziaria, nel corso del controllo, può richiedere al contribuente una documentazione articolata. Sul piano tecnico: relazioni di progetto che descrivano gli obiettivi, le attività svolte, gli ostacoli scientifico-tecnologici affrontati; attestazioni di esperti qualificati; evidenze di sperimentazione e prototipi. Sul piano contabile: rilevazione dei costi ammissibili, allocazione fra le diverse categorie agevolabili, separazione fra attività di R&S e altre attività.

La distinzione fra crediti non spettanti e inesistenti

La disciplina sanzionatoria distingue fra crediti non spettanti e crediti inesistenti, con conseguenze significativamente diverse. I crediti non spettanti sono quelli relativi ad attività dichiarate ma non riconosciute come pienamente conformi ai requisiti agevolativi; sono soggetti a sanzioni ridotte e a un termine di accertamento ordinario. I crediti inesistenti sono quelli relativi a importi del tutto privi di base fattuale o documentale; sono soggetti a sanzioni più gravi e a un termine di accertamento esteso, oltre a integrare specifiche fattispecie penali tributarie.

Le procedure di regolarizzazione

La normativa ha previsto, negli ultimi anni, specifiche procedure di regolarizzazione per i crediti R&S oggetto di contestazione. Tali procedure consentono al contribuente di restituire spontaneamente il credito utilizzato, senza l'applicazione di sanzioni o con sanzioni ridotte, in cambio della rinuncia a sostenere la spettanza del credito nelle eventuali fasi successive. Le procedure di regolarizzazione hanno costituito uno strumento utile per la deflazione del contenzioso in materia.

La certificazione tecnica volontaria

Di particolare rilievo è l'introduzione di un sistema di certificazione tecnica volontaria delle attività di R&S, che consente al contribuente di ottenere, prima dell'utilizzo del credito, un'attestazione qualificata sull'ammissibilità delle attività progettuali. La certificazione assicura una maggiore prevedibilità del rapporto fiscale e riduce significativamente il rischio di contestazioni successive.

La compliance interna

La gestione corretta del credito R&S richiede una compliance interna strutturata: definizione preventiva dei progetti, monitoraggio continuo delle attività, rilevazione separata dei costi, conservazione della documentazione tecnica e contabile, coordinamento fra funzioni tecniche, amministrative e fiscali. La consulenza professionale richiede competenze multidisciplinari.

Profili difensivi

Nei procedimenti di controllo e nel successivo contenzioso, la difesa del contribuente richiede una solida costruzione argomentativa che valorizzi i profili tecnici dell'attività svolta e la coerenza della documentazione prodotta. Il rischio di una qualificazione come credito inesistente comporta conseguenze significative anche sul piano penale, rendendo essenziale una strategia difensiva integrata.

Inquadramento sistematico

Il credito R&S si inserisce in un sistema di agevolazioni per l'innovazione che comprende anche altri strumenti (credito formazione 4.0, credito beni strumentali, regime patent box). La piena efficacia di tali strumenti dipende dalla qualità della disciplina, dalla coerenza dei controlli e dalla disponibilità di strumenti di certezza preventiva. La stagione di affinamento normativo in corso mira a costruire un sistema di incentivi più solido e prevedibile, in coerenza con le esigenze di competitività del sistema produttivo italiano.

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