Agenzia delle Entrate Contenzioso tributario Provv. Direttore AdE prot. n. 30294/2023 - 01/02/2023

Provv. Direttore AdE prot. n. 30294/2023 - Il provvedimento definisce le modalità operative per la definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti prevista dalla L. 197/2022, individuando l'ambito applicativo, le percentuali di riduzione del debito connesse all'esito del giudizio nel grado precedente, le formalità di presentazione della domanda, i termini di pagamento e le ipotesi di estinzione o di prosecuzione del giudizio.

Approfondimento

Definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti

La cornice della tregua fiscale

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto un articolato pacchetto di misure di definizione agevolata, comunemente designato come tregua fiscale, volto a ridurre lo stock di contenzioso pendente e ad agevolare la regolarizzazione dei rapporti tributari sospesi. Fra le misure più rilevanti si colloca la definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, che consente al contribuente di chiudere il contenzioso mediante il pagamento di una percentuale del valore della controversia.

L'ambito applicativo

L'istituto si applica alle controversie aventi a oggetto atti impositivi (avvisi di accertamento, atti di recupero crediti d'imposta, cartelle di pagamento per fattispecie connesse) per le quali sia pendente, alla data prevista dalla legge, un giudizio in qualunque stato e grado. Sono incluse le controversie pendenti dinanzi alle Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado e quelle pendenti dinanzi alla Corte di Cassazione tributaria.

Le percentuali di riduzione

Le percentuali di riduzione del debito dipendono dall'esito del giudizio nel grado precedente. La logica è di premiare il contribuente che abbia ottenuto pronunce favorevoli e di consentire una via di uscita anche al contribuente soccombente. In linea generale, una sentenza favorevole al contribuente comporta una riduzione percentuale maggiore rispetto alla soccombenza totale; una soccombenza parziale può dare luogo a percentuali intermedie. Il provvedimento definisce nel dettaglio le combinazioni e i casi particolari, comprese le situazioni in cui il giudizio sia ancora in primo grado.

Il calcolo del valore della controversia

Il valore della controversia coincide, di norma, con l'importo del tributo oggetto della pretesa fiscale, escluse le sanzioni e gli interessi. Il provvedimento illustra le specificità di calcolo nei casi in cui la pretesa fiscale sia stata rideterminata in sede di giudizio, sia stata oggetto di sospensione cautelare o sia connessa ad atti collegati.

Le formalità di presentazione della domanda

La definizione agevolata richiede la presentazione di una domanda telematica, attraverso i canali messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. La domanda deve indicare la controversia oggetto di definizione, il valore, le percentuali applicabili e l'importo dovuto. Il provvedimento disciplina le formalità di presentazione, le modalità di gestione delle domande contenenti errori e le procedure di rettifica.

I termini di pagamento

Il pagamento dell'importo dovuto può essere effettuato in un'unica soluzione o in rate. Il provvedimento individua i termini di pagamento, le modalità di calcolo degli interessi sulle rate, le conseguenze del mancato o tardivo pagamento (decadenza dalla definizione, riattivazione del giudizio).

Gli effetti sul giudizio

La presentazione della domanda di definizione e il successivo pagamento determinano l'estinzione del giudizio, da dichiarare con sentenza del giudice competente. Sono previsti meccanismi di sospensione dei termini processuali e di gestione delle situazioni in cui la definizione interessi solo una parte della controversia o riguardi solo alcuni dei coobbligati. Particolare attenzione è dedicata al diritto del contribuente di ottenere il rimborso di somme indebitamente versate, qualora la definizione lo consenta.

Profili strategici per il contribuente

La scelta di aderire alla definizione agevolata richiede un'attenta valutazione del rischio processuale, della solidità delle ragioni difensive, della disponibilità finanziaria del contribuente e degli effetti collaterali sull'attività dell'amministrazione. Il professionista deve confrontare il costo della definizione con il rischio di soccombenza e con gli oneri ulteriori del proseguimento del giudizio (oneri di assistenza, tempi di definizione, costi di esecuzione). La definizione costituisce, in molti casi, una soluzione razionale e vantaggiosa, ma non è sempre la scelta più conveniente.

Inquadramento sistematico

La definizione agevolata si inserisce in una tradizione consolidata di interventi periodici di deflazione del contenzioso tributario. Tali misure presentano un duplice carattere: da un lato, alleggeriscono il carico di lavoro della giurisdizione e consentono il recupero di gettito; dall'altro, possono indebolire la percezione di equità del sistema, premiando indistintamente comportamenti più o meno virtuosi. Il dibattito teorico è in tensione fra queste due dimensioni, e l'esperienza applicativa del provvedimento contribuirà a orientare le scelte di politica fiscale future.

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